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Panarea mare Calajunco Cala del Morto caletta degli Zimmari Drautto
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Isola di Panarea

Panarea

Giro dell'isola in mare: Cala Junco Le Formiche Cala del Morto caletta degli Zimmari Drautto
Panarea 98050 Sicilia Italia
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  • Porto di Panarea

Un transatlantico, uno yacht, una barca di proprietà o a nolo, una a remi, un guscio di noce, o meglio, un più pratico gommone sono indispensabili per partire alla scoperta di questo mare incantato.
Ogni giorno, al porto di San Pietro,  Eolie Mare , Macal , Di Lorenzo  e Rodà vi aspettano per affittare le loro imbarcazioni e per portarvi a Lisca Bianca, Basiluzzo, Cala Junco o per fare il giro dell’isola. Sempre al porto si possono incontrare Mimmo , Antonella, Cincotta, Diego , Galeano , Loredana, Mariella e Piero, Staiti.

Ciò che attira subito l’attenzione è sicuramente il piccolo arcipelago di isolotti e scogli antistanti il porto. Non dimenticando maschera e pinne, facciamo rotta verso Lisca Bianca e la sua deliziosa spiaggetta..


Bianca dal colore della roccia dovuto alle fumarole, bolle gassose o solforose, che per millenni sono state in attività.
Le fumarole sono ancora visibili sott’acqua, sia nella punta occidentale, a 5 metri di profondità, sia nell’area compresa tra Dattilo, Bottaro e Lisca Bianca, a 20 metri, con centinaia di colonne di bollicine. Qui è localizzato il cratere dell’ultima attività vulcanica.
L’isola di Panarea, gli isolotti e i bassi fondali che la circondano sono ciò che rimane della grandiosa attività vulcanica caratterizzata dalla presenza di numerose bocche eruttive, per lo più oggi sommerse. Questa piattaforma sottomarina, trovandosi ad una profondità massima di 50 metri, fa sì che i bellissimi fondali siano accessibili e che l’acqua sia cristallina.
Per le escursioni subacquee e la ricarica delle bombole potete rivolgervi a Amphibia (tel. 335 6138529) che organizza corsi e visite guidate. Dattilo ha forma piramidale ed ai suoi fianchi si trovano alcune caverne con zolfo e allume cristallizzato.
Le Guglie sono i particolari e slanciati scogli minori che lo fiancheggiano.
L’isola di Basiluzzo e lo scoglio Spinazzola meritano una gita di una giornata per le tante sorprese che riservano. L’isola dista da Panarea 3,5 km ed ha la forma di una cupola con pareti a picco sul mare. Si notano le stratificazioni delle varie colate laviche sovrapposte, alcune a bande chiare ed altre più antiche e scure formate da ossidiana. Le rocce assumono le forme più strane e bizzarre e le coste sono inaccessibili.
Vi è solo uno scalo naturale, in prossimità della punta di levante, dal quale è appena visibile un sentiero (attenzione durante la salita, si consigliano delle scarpe adatte) che conduce fino ad uno spiazzo. Dalla cima, a 165 m. s.l.m., si gode la vista sia di Panarea sia di Stromboli. I resti di una villa romana con tracce di un pavimento a mosaico, intonaci colorati, una costruzione sottoterra a botte e una darsena d’epoca romana, oggi a 7 metri sott’acqua, testimoniano che, già duemila anni fa, il luogo era la residenza di un “miliardario in sesterzi”.
Oggi l’isola è disabitata ma per secoli i tre ettari di superficie sono stati coltivati a cereali.
A Spinazzola, scoglio inaccessibile, si trova una colonia di palme nane, uniche nel loro genere in Europa. Il giro dell’isola con un natante, consente, superato in senso antiorario lo scalo di Iditella e la spiaggia della Calcara, di visitare il versante occidentale, altrimenti non raggiungibile a piedi. Procedendo si incontrano Punta Palisi, la grotta del Tabacco e infine una grande parete a strapiombo con l’antistante scoglio Pietra La Nave, paradiso dei sub: quel che rimane di un antico cratere.
Passiamo davanti a Punta Scritta, dove si tramanda vi fossero delle iscrizioni, forse di pirati saraceni. Da qui in avanti pareti a strapiombo, prismi basaltici, colate laviche sovrapposte. A Punta Muzza vi è la maestosa parete di Costa del Capraio, che arriva sino al mare.
Arriviamo, quindi, all’emozionante Cala Junco, alla Cala del Morto, e alla caletta degli Zimmari, sempre molto affollata in agosto, all’insenatura di Drautto, a Punta Torrione, a Punta Peppemaria e siamo di nuovo al porto di San Pietro.

Un transatlantico, uno yacht, una barca di proprietà o a nolo, una a remi, un guscio di noce, o meglio, un più pratico gommone sono indispensabili per partire alla scoperta di questo mare incantato.